Vota NO al referendum costituzionale del 4 dicembre 2016. A sentire il Presidente del Consiglio Renzi, principale teorico di questa riforma, si risparmieranno un sacco di soldi, tutto funzionerà meglio ed aumenterà il potere democratico dei cittadini; e soprattutto lancia l'allarme che se dovesse vincere il NO comincerà un periodo buio per il nostro paese. Non è così: se vincerà il NO, semplicemente la riforma della Costituzione verrà respinta, e rimarremo con la versione attuale, la stessa con cui abbiamo ricostruito l'Italia dopo la guerra, siamo progrediti culturamente, socialmente e siamo diventati una delle potenze mondiali. Nessuna terribile rivoluzione, quindi, se vince il NO non cambia niente. Questa riforma NON abolisce il bicameralismo, solo che il Senato non verrà più votato dai cittadini, ma nominato da altri eletti (eletti per fare cose del tutto diverse). Dicono che si introduce il referendum propositivo, ma è falso, perché si rimanda tutto ad un'altra legge costituzionale (da farsi chissà quando e in chissà quali tempi); se approvata, l'unico effetto immediato della riforma sulla "democrazia diretta" è che TRIPLICA il numero di firme necessarie per presentare una legge di iniziativa popolare. Con la riforma ci vorrebbero far credere che le scelte in materia energetica saranno più rapide: certo, ma solo perché con la revisione del Titolo V le decisioni delle regioni potranno essere superate da quelle del Governo. |
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LE
RAGIONI DEL NO 1. il bicameralismo perfetto, ossia due rami del Parlamento che discutono, decidono e votano la stessa cosa, non esisterà più, ma al suo posto l'articolo 70 diventa un papello di casistiche che apre la strada ad una miriade di conflitti di attribuzione tra le due Camere; 2. il Governo potrà dettare l'agenda al Parlamento, indicando quali leggi discutere e/o approvare, minandone l'indipendenza; 3. la riforma del Titolo V, quella che permette all'esecutivo di scavalcare le regioni, vale inspiegabilmente solo per le regioni a statuto ordinario, rendendo ancor più elitarie quelle a statuto speciale (un avanzo del passato che invece sarebbe stato giusto abolire); 4. per chiedere di tenere un referedum triplica il numero di firme da raccogliere. Tutto da buttare? Certo che no, qualcosa di buono c'è, come l'abolizione del CNEL o la diminuzione del quorum per i referendum abrogativi (e ricordo che sono previsti solo quelli, fino alla nuova legge costituzionale). E i risparmi? Beh, con questo scempio della Costituzione la Ragioneria dello Stato stima si possano salvare meno di 50 milioni di euro. E non credo siano abbastanza per giustificare una delegittimazione della democrazia di questa portata. Io voto NO. NB: la vittoria del NO non comporta alcun obbligo istituzionale di dimissioni da parte del Governo, per cui votare Sì "per paura di Salvini o Grillo" non ha alcun senso.
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