Una vittoria dei sì al referendum impedirà l’ulteriore sfruttamento degli impianti già esistenti entro le 12 miglia una volta scadute le concessioni.

Prendiamo ad esempio il giacimento di Porto Garibaldi Agostino, che si trova a largo di Cervia (RA): è in concessione all’ENI, sfruttato da sette piattaforme di estrazione. Datata 1970, il primo rinnovo di dieci anni avvenne nel 2000 e per cinque nel 2010. In caso di vittoria del sì, l’ENI potrà ottenere una seconda e ultima proroga per altri cinque: dopo sarà costretta a lasciare il giacimento (anche se nei pozzi si trovasse ancora del gas).
Comitati, Regioni ed Associazioni Ambientaliste spingono per fermare le trivellazioni soprattutto per evitare rischi ambientali e sanitari (nel caso di Ravenna, continuare ad estrarre rischia di aggravare la situazione di subsidenza e farci finire sott'acqua).

NB: la disposizione non potrebbe comunque essere applicata alle trivellazioni sulla terraferma e a quelle che si trovano oltre le 12 miglia.
 


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