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05/09/2014
Il Consiglio di Stato chiude una volta per tutte la vicenda di Eluana Englaro, stabilendo che Formigoni - allora presidente della Regione Lombardia - doveva permettere alla ragazza, in stato vegetativo per quasi 18 anni, il rifiuto delle cure e dell'alimentazione forzata.
"I magistrati stabiliscono che la Regione era tenuta a fornire le cure alla paziente Englaro" ha commentato l'avvocato Angiolini, che ha assistito Beppino Englaro nella sua battaglia "e che il diritto di avere una cura comprende, in se stesso, il diritto di interromperla."

Formigoni nel 2009 aveva fatto approvare un decreto che vietava la sospensione delle cure, e la famiglia era stata costretta a rivolgersi ad una clinica di Udine.
L'allora Presidente del Consiglio Berlusconi era intervenuto con un decreto nazionale, ma in quel caso fu il Capo dello Stato Napolitano a rifiutarsi di firmarlo senza prima una discussione del Parlamento.

Questo riapre l'annosa questione del Testamento Biologico, un tema ormai dimenticato e su cui il giovane boy-scout che adesso siede a Palazzo Chigi sembra non aver molta voglia di mettere le mani.

Enea Melandri

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