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24/09/2014
Circa un anno e mezzo fa, in Spagna, era stata presentata una bozza di legge dal forte sapore reazionario e clericale, una legge sull'interruzione di gravidanza che riportava il paese indietro di 30 anni sul tema.
Il Ministro della Giustizia Ruiz-Gallardón, espresse l'intenzione di eliminare "la possibilità legale di ricorrere all'interruzione di gravidanza per delle anomalie fetali".
Inoltre, gli episodi di violenza non costituirebbero più una motivazione per abortire, la giurisprudenza contemplerà solo il danno psicologico ad essa connessa e sarà un'equipe di medici a valutarlo: le donne, quindi, dovranno sottoporsi a indagini e controlli (umilianti ed imbarazzanti, immagino) nei quali sarà OBBLIGATORIO dare una lunga serie di spiegazioni su motivi e ragioni.
La buona notizia è che il Premier Rajoy, travolto dalle proteste delle associazioni ed anche delle donne del suo stesso partito, ha deciso di ritirare la legge. Questo ha aperto una crepa nell'esecutivo, con le dimissioni di Ruiz-Gallardón, e le critiche dei vertici clericali del Paese.

Meno male. Dopo una durissima crisi sociale, che sta mettendo a rischio anche gli equilibri civili della Spagna, ci manca solo un'involuzione restauratrice delle conquiste liberali.
Anche in Francia tornano di moda argomenti simili..

Enea Melandri

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