13/10/2014 Attaccare i Sindacati, dipingendoli come vecchi, antiquati e privilegiati è la tecnica di Renzi per difendere la bontà della sua riforma del lavoro. Non elencando i punti positivi del JobsAct, come vorrebbe la logica, ma attaccando chi si oppone.
Dice, Renzi: "Sa qual è l'unica azienda che ha più di 15 dipendenti e non ha l'articolo 18? Il sindacato".
L'unica?! L'articolo 4 della legge n. 108 del 1990, che ha modificato ed integrato certi aspetti dell'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori recita: "La disciplina di cui all'articolo 18 della legge 20 maggio 1970, n. 300, come modificato dall'articolo 1 della presente legge, non trova applicazione nei confronti dei datori di lavoro non imprenditori che svolgono senza fini di lucro attività di natura politica, sindacale, culturale, di istruzione ovvero di religione o di culto".
Ad essere esentati dall'articolo 18, quindi, oltre ai sindacati sono anche i partiti politici ed organizzazioni religiose. E c'è una differenza, perché con quella norma si tutela l'appartenenza ideologica di una comunità, ma l'articolo 18 continua a valere per un suo dipendente (come un archivista o un addetto all'amministrazione) che non ricopre ruoli di militanza. |