31/10/2014 Scopo di una legge sulla responsabilità dei magistrati dovrebbe essere quello di sanare una situazione istituzionalmente distorta, che lascia un eccessivo livello di impunità ai giudici ed a meglio garantire i cittadini vittime di errori dei giudici.
Il ministro Orlando, però, non si degna neanche di applicare un semplice politichese del genere, e, nell'illustrare il ddl contenente appunto la modifiche alla disciplina della responsabilità civile dei magistrati, dice: "Il governo intende intervenire sul delicato tema della responsabilità civile dei magistrati, destinato a riemergere nelle fasi, come quella attuale, in cui si avverte l'esigenza di un riequilibrio delle posizioni politico-istituzionali coinvolte e del superamento definitivo di un conflitto ancora in corso".
Cioè, capito? La legge serve adesso, per riequilibrare il conflitto tra politica e giustizia, e mettere un freno ai giudici cattivi che pretendono di indagare e processare, condannare o assolvere, anche i politici.
"Noi vogliamo proprio che i politici non siano processati; e, se i giudici insistono a provarci, la nuova legge gli insegnerà a pensarci due volte prima di farlo" traduce Bruno Tinti, di cui allego l'articolo. (vedi allegato) |