06/11/2014 Dice bene Renzi: "C’è un disegno per dividere il mondo del lavoro, per fare del lavoro il luogo dello scontro. Vogliono contestare il governo? (...) Lo facciano, ma non usino il mondo del lavoro come un campo di gioco di una partita politica, sfruttando il dolore dei disoccupati".
Già, è proprio così. L'Italia la sta spaccando qualcuno che definisce i licenziamenti "un diritto degli imprenditori", invita come ospite d'onore alla Leopolda un finanziere che vuole togliere il diritto di sciopero ai dipendenti pubblici, o che giurava che l'articolo 18 non era un problema e poi suggerisce di abolirlo, bombarda il Parlamento di Decreti e Fiducie, senza fare nulla dito contro evasione e corruzione.
E tutto questo lo fa dalle fila di quello che era il partito "della sinistra", erede di una delle più grandi tradizioni socialdemocratiche d'Europa - il PCI -, si mette i guanti di velluto per stringere la mano a Berlusconi e Verdini e quelli da boxe con Camusso e Landini. |