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03/12/2014
Secondo una notizia lanciata dall'HuffingtonPost, Renzi starebbe sondando Riccardo Muti per la successione a Napolitano. Poi da Palazzo Chigi smentiscono, ma l'opzione esiste, sono molte le fonti che sussurrano da tempo il nome del direttore d'orchestra per il ruolo.
Come ho già detto - anche riguardo al nome di Piero Angela, qui - considero i due degni di ogni stima, ma inadatti e mancanti di caratura politica. Forse Angela, discendente da famiglia di cultura azionista.

Comunque, sapete perché il nome di Muti rimbomba così forte e perché sarebbe gradito ai vari potenti in gioco? Perché sarebbe politicamente innocuo.
L'esperienza Napolitano (I e II), ci ha insegnato quanto possa (e debba) essere importante per la politica e la tenuta delle istituzioni il ruolo del Presidente della Repubblica. E nessuno vuole una personalità ingombrante che possa intralciare o fare ombra su qualcuno.
Come diceva l'Onorevole Ruini, nella relazione illustrativa del Progetto di Costituzione della Repubblica italiana: "(..) il Presidente della Repubblica non è l'evanescente personaggio, il motivo di pura decorazione, il maestro di cerimonie che si volle vedere in altre costituzioni. (..) il Presidente della Repubblica ha funzioni diverse, che si prestano meno ad una definizione giuridica di poteri. Egli rappresenta ed impersona l'unità e la continuità nazionale, la forza permanente dello Stato al di sopra delle mutevoli maggioranze".
Muti, invece, sarebbe Sì - compatibilmente al suo mestiere, se mi passate la battuta - quel "maestro di cerimonie" puramente simbolico e del tutto ininfluente che vorrebbero i personaggi del teatrino politico Italia.

Enea Melandri

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