18/12/2014 Non mi è piaciuto il discorso del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dell'altro giorno alle alte cariche dello Stato, troppo di parte, troppo in difesa del Governo e del suo operato.
Oggi, nel discorso al corpo diplomatico, ha ripetuto "Sono certo che avrete anche apprezzato l’ampio e coraggioso sforzo che il governo italiano sta compiendo per eliminare alcuni nodi e correggere taluni mali antichi che hanno, negli ultimi decenni, frenato lo sviluppo del Paese e sbilanciato la struttura stessa della società italiana e del suo sistema politico e rappresentativo". Eccone un altro che vuole dare la colpa al nostro modello istituzionale, democratico e repubblicano, di tutti i mali.
Vorrei ricordare che con quel sistema si è ricostruita l'Italia, si sono segnate importantissime rivoluzioni nel campo sociale, sanitario, lavorativo. Non è distorcendo meccanismi rappresentativi e saldando corporativismi di partito (come vorrebbe il Presidente del Consiglio) che si sanano i mali.
Le colpe io le do a coloro che siedono, in queste istituzioni, ai personalismi ed ai settarismi che si sono susseguiti negli anni. E anche agli Italiani, certamente.
C'è un'altra chicca nelle parole del Capo dello Stato: "Non c’erano alternative a Renzi". Una giustificazione così la fa alzando le spalle chi sa di aver fatto una cavolata. |