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21/01/2015
"Nessuna sfida" ha detto Barack Obama nel suo discorso sullo stato dell'Unione "pone una maggiore minaccia alle generazioni future dei cambiamenti climatici".
Il Presidente ha rivendicato i traguardi raggiunti dalla sua amministrazione, quella che, dice, si è impegnata più di ogni altra in passato per combattere il global warming.
E in effetti, dall'inizio del mandato di Obama gli Stati Uniti sono diventati i maggiori produttori di energia eolica del pianeta, con 167 TWh (terawattora, cioè 167.000.000.000 KWh) nel 2013.
"Ogni tre settimane" ha aggiunto inoltre "mettiamo on line tanta energia solare quanto abbiamo fatto in tutto il 2008". Nel 2014 gli USA hanno prodotto oltre 17 GW di energia da fotovoltaico.
Complimenti per gli importanti risultati verdi ottenuti dagli Stati Uniti. Risultati che hanno sicuramente importanti ricadute anche in ambito occupazionale.
E intanto l'Italia si prodiga ad autorizzare trivellazioni off-shore.

Comunque, aggiungo, se oltre alle questioni energetiche - che sono correlate allo sviluppo industriale del paese, ed è per questo che vengono tanto tenute sotto controllo, secondo me - la politica americana si occupasse di problemi che colpiscono i cittadini, sarebbe meglio.
Ad esempio, di sicurezza alimentare: gli animali da allevamento vengono bombardati di ormoni per renderli più grossi ed invitanti, con conseguenti rischi per la salute (bambine che hanno il primo ciclo sempre prima, ghiandole mammarie sovrasviluppate, e la pluripremiata obesità); o si potrebbe regolamentare l'industria farmaceutica, che si inventa nuove malattie per incrementare il commercio di psicofarmaci.

Enea Melandri

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