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13/02/2015
Ecco un altro che non ha capito niente.
"Non ha tempo di fare il gay uno che non arriva alla fine del mese" parla Mario Sberna, exMargherita ed oggi di Scelta Civica "Sono una minoranza, tra l'altro molto ben sistemata anche economicamente: non hanno nulla a che fare con i più poveri, gli oppressi e i perseguitati". Secondo lui gli omosessuali non hanno bisogno di niente perché, dice sempre lui, sarebbero tutti ricchi.
"Ma quali diritti? I diritti sono quelli dei poveri, degli immigrati, dei rifugiati, dei senzatetto". Porta come esempio Scalfarotto, la Concia e Luxuria (che comunque è transessuale, non omosessuale).

Sarebbe troppo facile rispondere che di gay poveri (o anche solo 'non ricchi') ce ne sono quanti ne vuole; in più trovo l'espressione "fare il gay", come fosse un passatempo, un hobby, triste ed assurda.
Ma supponiamo sia vero, che davvero siano tutti ricchi. Devono forse essere puniti per questo? E' giusto che non possano godere degli stessi diritti di cui godono gli eterosessuali, in quanto ricchi?
Un ragionamento del genere me lo posso aspettare da uno dei trinarciuti leninisti che mi capita di incontrare (lo dico col sorriso, non si offenda nessuno), non da un deputato di Scelta Civica.
Io, ad esempio, sarò il primo a battermi se dovessero essere calpestati i diritti democratici di qualcuno, anche di un ricco.
(Per dire, ho acquistato una copia de 'La Croce' - terribile, odioso e arrogante - come segno del mio appoggio alla Libertà di Stampa)

Enea Melandri

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