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17/02/2015
L'ennesima trovata propagandistica della Lega. Coi soldi dei contribuenti, ovviamente.
Un referendum, da tenersi in primavera o autunno, per chiamare gli elettori a dire se vogliono che "la Regione Lombardia [...] intraprenda le iniziative istituzionali necessarie per chiedere allo Stato l'attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, con relative risorse, ai sensi e per gli effetti di cui all'articolo 116, terzo comma della Costituzione?".
Un referendum consultivo, quindi, che però non decide niente, semplicemente chiede se si vuole che la Regione avanzi la richiesta. E qui sta il nodo: "Maroni a norma di legge può chiedere già oggi maggiori competenze per la Lombardia" attacca il capogruppo PD dell'assemblea Enrico Brambilla "E invece preferisce la strada inutile, lenta e costosissima di un referendum consultivo che, se prevalessero i sì, avrebbe come unico risultato che il Consiglio regionale dovrebbe fare tra qualche mese ciò che può già fare oggi a costo zero".
Costosissimo, appunto, si parla di 30 milioni di euro. I 9 rappresentanti del Movimento 5 Stelle hanno la possibilità di fermare questo spreco, essendo determinanti per raggiungere la quota dei 2/3 dell'assemblea e autorizzare il referendum. Invece sono abbagliati dal mito della "Democrazia Diretta" (l'importante è votare, sempre e comunque, su qualunque cosa, anche inutile); Maroni poi ha promesso loro il voto elettronico, e questo li ha ingolositi ancor di più. Spero che almeno 5 di loro (bastano 5 voti favorevoli), di qui a sabato 28, giungano a più miti consigli e rifiutino quest'ennesima pagliacciata pubblicitaria leghista travestita da consultazione popolare.

Enea Melandri

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