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25/02/2015
Ho sempre ammirato come l'allora Ministro Bersani seppe coniugare la sua anima "rossa" con il libero mercato con le famose "lenzuolate" (due cose che comunque, lo ripeto, non ritengo in contraddizione tra loro).
Ed oggi, quello spirito liberal torna a tuonare contro il Governo in carica (che sventola il "fazzolettino" del ddl Concorrenza).

I fatti: la Mondadori (che comprende anche la Giulio Einaudi Editore, la Electa, la Mondadori Education, la Piemme e Sperling & Kupfer) intende acquire Rcs Libri (che comprende le case editrici Adelphi, Archinto, Bompiani, Fabbri, Rizzoli, Bur, Lizard, Marsilio, Sonzogno); diventerebbe così un quasi monopolisti con un enorme potere nei confronti degli autori, distorcendo il mercato e dominando le librerie, uccidendo le case editrici minori e (risultato marginale ma non del tutto trascurabile).
Infine, si renderebbero (ancor più) prevedibili e banali i premi letterari.
Dice Bersani in una nota: "Non ho libri da pubblicare. Mi sono tuttavia occupato di mercato e di posizioni dominanti; si trattasse di pane o binari o di fili elettrici o di mutui. Trovo incredibile che l'ipotesi di acquisizione di Rcs Libri da parte di Mondadori sia commentata solo da scrittori. Dove sono finiti i liberali? In un settore che riguarda non i formaggini ma la libertà di espressione ricaveremmo una concentrazione ed una posizione dominante sconosciute in Europa e oltre Atlantico. Se non basterà l'Antitrust, governo e Parlamento dovranno occuparsene. Non si invochi per favore la libertà di mercato. Il mercato è il luogo delle regole. Non possiamo fare all'americana per il Jobs Act e all'Italiana per tutto il resto".

Chapeau!

Enea Melandri

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