15/04/2015 Raffaele fu convocato nell'ufficio del Presidente dell'azienda. Era un po' che in ufficio si vociferava qualcosa: i "capi" erano persone mentalmente molto chiuse, aggressive - "votano sicuramente a destra!" aveva detto una volta un suo collega - e se avessero saputo che era gay, lo avrebbero sicuramente lasciato a casa.
Colpa della sua collega Silvia, che l'aveva visto mano nella mano con Davide, il suo ragazzo. Una leggerezza, forse, ma Raffaele voleva solo essere libero di vivere i suoi sentimenti con serenità.
E ora si tormentava se avrebbe potuto evitare quella mano - a una festa di paese, poi! - e continuare a nascondersi come aveva fatto per 25 anni. "Il licenziamento discriminatorio è difficile da dimostrare" ricordava le parole del rappresentante sindacale a una delle riunioni dei giorni scorsi "e dopo la riforma dell'articolo 18 è praticamente l'unica motivazione per cui rimane il reintegro".
Arrivò datanti alla porta del Presidente, deglutì e bussò.
"Avanti" la voce dell'ing. Cariarati era ferma e impostata, come quella degli oracoli nei film. Raffaele entrò e si accomodò nella sedia davanti alla scrivania.
"Parliamoci chiaro: io un frocio in ufficio non lo voglio". Ecco, ci siamo.
"Potrei dirti che stiamo riorganizzando l'azienda, e la tua area di riferimento verrà soppressa" disse vago "ma non è così: voglio liberarmi di te", e aggiunse "e tu non puoi dimostrare che lo faccio perché sei un culattone".
Raffaele strinse i denti e abbassò lo sguardo, incapace di ribattere. "Quindi ora possiamo fare così" - e cosa dovremmo fare?! si chiedeva il ragazzo "possiamo avviare una procedura di conciliazione" - Conciliazione? Semmai sei tu che devi riconciliarti con la civiltà, brutto zotico fascista! - "cioè io ti pago 10 mensilità adesso e PULITE, e tu rinunci ad impugnare il licenziamento e farmi causa. Oppure" - oppure ti faccio causa e ti condanno a riassumermi! - "tu mi fai causa, io porto avanti il giustificato motivo oggettivo della riorganizzazione, e tra due anni al termine del processo al massimo te ne pago 17 SPORCHE. Vedi tu."
Ecco, questo è un verosimile dialogo che potrebbe avvenire con i nuovi contratti battezzati dal JobsAct, che prevede la detassazione degli incentivi di conciliazione (le 10 mensilità PULITE). |