30/04/2015 Come non essere d'accordo con l'Onorevole Celeste Costantino (SEL), che alle dichiarazioni di voto per la 3° fiducia all'Italicum sottolinea e denuncia i peggiori crismi della politica renziana:
"Fare è il verbo consigliato dalla società di comunicazione politica; fare, fare, fare. Diamogli questo al popolo: il decisionismo, la rapidità, le riforme; tanto funziona, nei sondaggi si cresce e, con questa mossa, alle regionali potrete stravincere come alle europee. Chi se ne frega se poi magari in Emilia Romagna non va a votare più nessuno ? Chi se ne frega se vincere significa imbarcare il peggio dei potentati locali, come state facendo da nord a sud ? Ma i sondaggi vi incoraggiano e – devo ammetterlo – siete un po’ spregiudicati, ma sui tempi avete fatto delle mosse perfette."
Questo decisionismo arrogante, che come una schiacciasassi tutto travolge e zittisce, sta distruggendo anche una passione che sembrava stesse rinascendo, quella Politica.
Era il 2011, quando la piazza gremita per la vittoria di Pisapia a Milano e l'alta partecipazione ai referendum su nucleare ed acqua mi facevano pensare che stesse tornando quella passione civica che è pilastro della Democrazia e della Politica.
Pochi anni dopo, il tonfo dell'affluenza alle elezioni regionali in Emilia Romagna, da sempre tra le regioni dove questa passione era più sentita e dirompente.
Il ciclone Renzi, con i suoi modi, si è abbattuto sul paese, e sta cancellando questo sentimento sociale e civile, e questa è la più grave piega possa prendere la politica. |