02/07/2015 Interessante, sta cosa.
Prima, quando l'autore dello stupro della ragazza di Roma era ancora un mistero, si sprecavano gli annunci "vengono qui a stuprare le nostre donne", "chiudiamo le moschee", "chiudiamo i campi rom", dando per scontato che fosse di origine straniera.
Ora che si scopre trattasi invece di un militare originario di Cosenza, la frase tipo diventa "Che ci faceva in giro a quell'ora della notte?", o dei delicatissimi "ma come se vestono a Prati, aaaahhh ste zozzette", o "Vedrai che mo la minigonna e le tette fuori non le porta più..".
Insomma, "Se non è negro è lei la tr*a" (come la sintetizza mirabilmente David Colangeli, giornalista e social media strategist).
Qui secondo me si scontrano due retaggi culturali tipici dell'italiano medio: da una parte quello intrinsecamente fascista e xenofobo (paura del diverso), dall'altro quello sessista, che esalta la strabordante virilità del maschio italico predatore. E, permettetemi, intrinsecamente fascista pure questa.
E poi voi dite che il pericolo nelle scuole è l'ideologia Gender?! Ce ne vorrebbe di più, di istruzione al rispetto, alla dignità ed alla parità dei sessi (Come diceva il sottosegretario Faraone)!! |