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11/09/2015
Prima i Vescovi avevano definito "un incivile traguardo" la legge sul Divorzio Breve (che poi proprio breve non è), che loro volevano lungo, lunghissimo e sfiancante per i coniugi, che avevano fatto peccato e dovevano pagare.
Ora arriva la "rivoluzione" di Papa Francesco - avete notato come i nostri organi di informazione non risparmino l'uso di paroloni quando si tratta di non-notizie come questa che ruotano attorno alla Chiesa? - riguardo alla nullità delle nozze. Tutti quegli stessi vescovi che guardavano male la legge dello Stato sulla separazione breve, accolgono invece il 'divorzio breve' voluto dal Pontefice.
Procedure di annullamento più facili, più brevi, più democratiche. Yeah!
Tutti pronti con le scuse più disparate - ateismo, adulterio, magari solo pensato, disattenzione, sesso protetto, poco sesso, troppo sesso - per andare dal Vescovo e farsi cancellare tutto con un colpo di spugna!

Ci pensino però bene quei laici - ne conosco molti - che sono stati ammaliati da Bergoglio e vogliono ora convolare in Chiesa: le sentenze di nullità emanate dai giudici cattolici vengono recepite quasi sempre dall'ordinamento civile.
E molti di quelli che ricorrono all'annullamento lo fanno per non pagare gli alimenti al coniuge.

Enea Melandri

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