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18/09/2015
Quello della ludopatia è un tema molto delicato, che ha raggiunto proporzioni spaventosamente enormi con l'introduzione delle slot-machine, e soprattutto con l'abuso che se ne fa. In alcuni supermercati, tanto per fare un esempio, il resto della spesa può venire erogato con buoni giocabili nelle macchinette, alimentando un circolo vizioso di dipendenza. E sono ferocemente contrario a operazioni come questa, dove la quotidiana attività di consumatore diventa un cavallo di Troia per spianare la strada al gioco.
Detto questo, però, esiste anche un gioco d'azzardo che si dedica più alla cura dei dettagli, alla spettacolarizzazione del gioco, che vede il tavolo come un palcoscenico su cui si esibiscono croupier e mazzi di carte. E' l'arte del "Faites vos jeux" e del "Rien ne va plus", specialità finora confinata nei palazzi dei casinò riservati alle élite con la puzza sotto al naso.
Non mi vergogno a dire che trovavo lo stand del Casinò presente alla Festa de l'Unità (si chiamava ancora così) di Alfonsine (una delle prime sagre nella zona ad introdurlo) un'interessante novità, perché proponeva a noi "comuni mortali" il piacere dei tavoli verdi della roulette e del black jack, senza la grossolana simulazione di uno schermo sgranato con una fila di tasti colorati.

Per questo non me la sento di unirmi al polverone sollevato dal M5S e dal Codacons che condannano il PD di Ravenna che ha allestito uno stand analogo alla festa cittadina.
Sono il primo a criticare il Partito Democratico per tante (tantissime!) cose, ma non credo serva strumentalizzare così l'introduzione di un'attività ludica e scenica.
Attività che, in fin dei conti, dipende solo dalla Nostra Libertà.

Enea Melandri

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