19/10/2015 E comunque, grande tema di Italia5stelle, il raduno imolese del M5S che ha raccolto sì e no 20.000 militanti (SE ANCHE il Fatto Quotidiano dà queste cifre, direi che ci possiamo fidare), dovevano essere le imminenti elezioni di Roma, Milano e Napoli.
Sarebbe stato opportuno e interessante invitare sul palco i sindaci che già amministrano le città per raccontare quello che i grillini stanno attivamente facendo nelle amministrazioni: Federico Pizzarotti (Parma), Filippo Nogarin (Livorno), Antonio Cozzolino (Civitavecchia), Patrizio Cinque (Bagheria - PA), Cinzia Totala Ferri (Montelabbate - PU), Mario Puddu (Assemini - CA), Fabio Fucci (Pomezia - ROMA), Federico Piccitto (Ragusa), Marco Fabbri (Comacchio - FE), Alvise Maniero (Mira - VE) e/o Roberto Castiglion (Sarego - VI).
Invece niente, tutti oscurati per lasciare la scena a Di Maio e Di Battista, deputati nazionali per di più all'opposizione. Cosa hanno questi due da raccontare su quanto fatto a Pomezia o Ragusa per promuovere i futuri candidati grillini nelle grandi città al voto nel 2016?
Nulla ovviamente, come non ho sentito di imprese memorabili fatte dai primi cittadini di Bagheria o Assemini (ma qui sono pronto ad essere smentito, se qualcuno ne sa di più).
Morale? Che Dibba e Dimma servono solo come facce promozionali, e Grillo secondo me ha proprio PAURA di vincerle, quelle tornate elettorali; perché per governare Roma o Milano non bastano l'onestà, i referendum e la trasparenza. |