21/10/2015 Chiudono due importanti luoghi di Milano, i cinema Odeon ed Apollo. Per quanto piccole fossero le due sale, è sempre un peccato chiudano luoghi di diffusione culturale come un cinema.
E non diamo la colpa alla pirateria, vi prego: gli incassi dei botteghini degli ultimi anni segnano una crescita, nonostante Muli, Somari, e Torrenti vari. I biglietti dei cinema venduti negli Stati Uniti nel 1995 erano 1,22 miliardi; nel 2005 sono saliti a 1,39 miliardi, e per il 2015 le proiezioni parlano di 1,31 miliardi di biglietti venduti.
Forse non hanno saputo crescere, ed innovarsi a sufficienza. Come proponevo ai tempi della corsa alle amministrative per Alfonsine, per sopravvivere i piccoli cinema devono scavarsi una nicchia ed evolvere.
Chi non può materialmente trasformarsi in multisala, può specializzarsi, e diventare aggregatore di flussi che un grande centro non può materialmente gestire, come un cinema d'essai o di sperimentazione. Mentre poi un multisala è visto come un luogo di fruizione "mordi-e-fuggi", mangiatoie di blockbuster senz'anima, un piccolo schermo d'autore può diventare luogo di confronto e di dibattito.
E forse l'Odeon e l'Apollo hanno perso l'occasione di diventare centri di ritrovo culturale, cercando di competere con gli altri nella riproposizione di cinepanettoni, hobbit o supereroi. |