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04/11/2015
Credo che la cosa sia stata strumentalizzata ad arte per fare un po' di pop-hoolismo e rinfocolare le polemiche (come ha fatto ad esempio Alessandro Pinarello, che su Gayburg commenta che "Si tratta di un tentativo grossolano, maldestro e piuttosto antipatico di operare una censura nei confronti di un artista sicuramente non gode della stima dei potenti" ...ma per piacere!).
La faccenda è ben diversa: non è stata dichiarata illegale la copertina dell'album Pop-hoolista di Fedez, che urla alla censura, ma semplicemente non è brevettabile come marchio. La copertina sarebbe contraria all'ordine pubblico perché vi è raffigurato un poliziotto e contraria al buoncostume perché Fedez vomita l'arcobaleno.
Uno dei requisiti per la brevettabilità, infatti, è la liceità, e cioè il marchio non deve essere contrario alla legge, all'ordine pubblico e al buon costume. Non c'è niente di fuorilegge - e meno male, sarei il primo a difendere Fedez se una sua opera venisse tacciata di questo!

Caro Fedez e cari tutti, è meglio che vi fermiate un attimo e rileggiate bene le lettere che vi arrivano se non le capite.
Oltre alla pubblicità gratuita e allo sdegno facile, quindi, la storia dimostra solo la facilità con cui si grida allo scandalo.

Enea Melandri

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