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12/11/2015
La situazione in Vaticano si fa sempre più grottesca e imbarazzante.
Per rispondere alle accuse e agli scandali finanziari raccontati nei libri Avarizia e Via Crucis, hanno deciso di aprire un'indagine per divulgazione di notizie riservate a carico degli autori Emiliano Fittipaldi e Gianluigi Nuzzi. Evidentemente non hanno ben chiara la portata delle rivelazioni; trafugate o no che siano, è la verità a pesare.
A coronamento di tutto questo, accade poi che l'exabate di Montecassino, Monsignor Pietro Vittorelli, viene indagato con l'accusa di aver usato 500mila euro dell'Otto per mille e dalle donazioni destinate alle opere di carità per fare la bella vita tra Rio de Janeiro e Londra, soggiorni e cene di lusso, ostriche, champagne e perfino ecsasy. E se non fosse abbastanza, anche quattro appartamenti e due magazzini a lui intestati nella zona del Lazio.
E, ciliegina sulla torta, arriva anche Monsignor Galatino a coprirsi di ridicolo: "Mi piacerebbe dire all’ineffabile Fittipaldi e all’ineffabile, per due volte, Nuzzi: è possibile conoscere le cifre delle vostre grandi operazioni editoriali? Io, al posto loro, poco poco mi vergognerei a fare le pulci agli altri in maniera ideologica, senza guardare a se stessi". Come se questo dovesse significare o fregargli qualcosa, o che mettere in croce gli scrittori discolpasse la Chiesa da tutto il marciume che raccontano!

"Speri che questa sia la fine della Chiesa, vero?" mi chiedeva con voce diabolica un'amica (credente) ieri.
"Beh, se la Chiesa scomparirà non sarà certo per colpa di quelli come me" atei, laici e che vorrebbero una politica che non si faccia dettare l'agenda da lei "ha fatto tutto da sola". "E poi" ho aggiunto, sarcastico "se non ve lo dice il Papa che devi comportarti bene, come faranno quelli come te?".

Enea Melandri

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