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16/03/2016
Un tema caro al M5S e agli anticasta in genere: il Recall.
Nei giorni scorsi il deputato del Gruppo Misto Pino Pisicchio (eletto nelle liste di Centro Democratico) ha depositato un disegno di legge che chiede l'istituzione di un referendum con cui i cittadini possono rimuovere un politico che li ha "traditi". Sarebbe previsto per i soli sindaci, e per richiederlo è sufficiente raccogliere firme pari al 15% dei votanti all'ultima tornata elettorale.
Troppo poco, a mio parere, rischiamo di avere i paesi bloccati ogni otto settimane (è il tempo che deve passare tra petizione e referendum, oltre al fatto che la consultazione non può tenersi prima di 18 mesi dall'elezione). Inoltre, per i referendum di recall non sarebbe necessario alcun quorum.

Non ho letto il testo della proposta, e non ho capito se, in caso di decadenza del sindaco, si vada a nuove elezioni o semplicemente il Consiglio Comunale ne scelga un altro (lo stesso Consiglio Comunale, con le stesse maggioranza ed opposizione).
In ogni caso, alcune considerazioni: il fatto che sia limitato alle cariche amministrative, quelle elette direttamente, lo trovo giusto - sarebbe difficile prevedere un meccanismo del genere per i membri del Governo o del Parlamento. Troppo basso il numero dei richiedenti, e peggio ancora un referendum senza quorum.
Forse con qualche correzione potrebbe anche introdurre un valido strumento democratico, ma per il momento secondo me la proposta si ferma alla demagogia.

Enea Melandri

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