07/04/2016 Dopo la chiusura delle case chiuse nel 1946, la Francia sta ora attuando un'ulteriore riforma della prostituzione. Il pesante dibattito sul testo durato circa due anni e mezzo, dovrebbe portare l'Assemblea nazionale ad approvare definitavemente la nuova legge mercoledì pomeriggio.
Non mi piace l'impronta un po' troppo compassionevole della riforma: alla base, il principio che vede le prostitute non più come delinquenti, ma come vittime.
Viene totalmente depenalizzato il reato di "adescamento", ed introdotte multe salatissime per i clienti, da 1500 a 3750 euro, con la possibilità di dover seguire uno stage "di sensibilizzazione sulle condizioni della prostituzione".
Si prevedeno poi misure di "redenzione" delle lavoratrici: un fondo statale incentiverà le prostitute ad abbandonare la strada, e alle donne straniere clandestine che si impegneranno in un percorso di reinserimento sociale e lavorativo verrà riconosciuto un permesso di soggiorno di sei mesi.
Non mi piace, dicevo, perché non viene minimanete presa in considerazione la LIBERTÀ di queste persone, che in alcuni casi scelgono di praticare la professione.
E' giusto dotare le prostitute - quelle costrette - di strumenti legislativi per uscire dalla loro condizione, parallelamente ad una guerra verso chi le sfrutta, ma questo provvedimento rende le lavotrici (perché questo sono, LAVORATRICI, anche se rimangono in modo ipocrita invisibili al fisco) ancor più vittime di quanto già siano. Lo spiega bene Yannick Le Bihan, di Médecins du monde: "il provvedimento penalizza le prostitute. Saranno costrette a esercitare in condizioni più difficili, più precarie, in luoghi più isolati".
Poi è paradossale, in un rapporto commerciale, si puniscano i clienti ma non i venditori: 'Maitresse Gilda', portavoce dello Strass, Il Sindacato del lavoro sessuale si chiede infatti "Creare un'infrazione penale per una vendita lecita, che senso ha dal punto di vista giuridico?" (riferendosi alle multe per i clienti).
E' un comportamento ipocrita, quello delle istituzioni francesi e di altri paesi europei che stanno adottando misure simili. Si continua a spazzare la polvere che non si vuole vedere sotto il tappeto, senza affrontare con il dovuto realismo la situazione (e non cogliendo le occasioni): LE PUTTANE CI SONO, E IL LORO É UN MERCATO CHE CONTA MILIONI DI CLIENTI, ESISTONO UNA LIBERA DOMANDA ED UNA LIBERA OFFERTA, QUESTE RELAZIONI COMMERCIALI NON INTACCANO LA LIBERTÀ DI NESSUN'ALTRO, e per questi motivi É GIUSTO LA PROSTITUZIONE VENGA RICONOSCIUTA E REGOLAMENTATA (socialmente e FISCALMENTE). |