23/05/2016 In un suo spot elettorale (credo si tratti di un banner web) la Raggi - candidata sindaco a Roma per il M5S - annuncia pomposamente: "Se vinco IO, decidi TU". Che bello slogan, eh?
Se non fosse che non è vero niente, si deciderà tutto altrove. All'atto della candidatura, la Raggi ha sottoscritto come tutti un contratto in cui è scritto che tutte le decisioni di "alta amministrazione" dovranno essere ratificate da un non meglio identificato "staff dei garanti del Movimento 5 Stelle".
Per riparare le buche in strada, sindaca e giunta a 5 stelle possono fare tranquillamente da soli, ma quando serve un po' di competenza, ecco che la "democrazia diretta" va a farsi benedire, e ci pensa lo staff di Grillo.
Anche a Bologna il candidato Bugani sta seguendo questo percorso: gli atti amministrativi saranno vagliati dal gruppo di Casaleggio prima di essere presentati.
Ora, cari grillini, prima di coprirmi di insulti come al solito, rispondete ad una semplicissima domanda: Va tutto bene così? Cioè è giusto votare un nome per poi far prendere le decisioni a qualcun altro?
Secondo Venerando Monello, avvocato romano questo si traduce in un sostanziale commissariamento degli amministratori. "La penale viola l'assenza del vincolo di mandato, garantita dalla Costituzione - spiega - ma la questione del controllo preventivo non è meno seria: è gravissimo che degli atti politici siano sottoposti al vaglio di una società di marketing".
Ci lamentavamo del conflitto d'interessi di Berlusconi, ma qui siamo oltre: un'azienda pubblicitaria che fa amministrare le istituzioni da persone al suo comando, decide cosa devono fare e succhia soldi allo Stato (ad esempio gestendo la comunicazione di due gruppi parlamentari, da cui incamera i fondi). |