11/07/2016 A Savona, anche le escort pagheranno le tasse.
La Commissione Tributaria ha stabilito che anche queste "libere professioniste" dovranno mettersi in regola con irpef, addizionali, contributi ed iva; poco importa che la professione non sia regolamentata, siccome c'è un guadagno bisogna pagarci sopra le tasse.
Una decisione rivoluzionaria (almeno per l'Italia), che prende atto della sentenza C-268/99 della Corte di Giustizia europea la quale classifica la escort come "lavoratrice autonoma" e senza vincolo di subordinazione a fronte di una retribuzione "pagata integralmente e direttamente dal cliente".
Prima di applaudire all'Agenzia delle Entrate, però, non posso non constatare l'ipocrisia della legge italiana, per la quale è lecito esercitare l'attività in strada, ma senza alcuna norma a regolarla; ipocrita è anche il fisco fa le pulci ai redditi delle escort, ma poi non permette loro di scaricare le spese professionali come acconciatura, vestiti, preservativi o altro. |