02/08/2016 Strano che non abbiano detto niente, quando l'hanno intervistata, in genere quelli de il Fatto Quotidiano sono sempre così attenti agli aspetti giudiziari/legali, QUASI forcaioli. Quando si parla dei "vecchi" partiti, almeno.
Hanno fatto qualche domanda all'assessora all'Ambiente di Roma Paola Muraro, in questi giorni al centro dello scandalo monnezzopoli che sta sommergendo la capitale. Nel corso degli scontri con AMA - la municipalizzata con cui ha collaborato per 12 anni, accorgendosi solo ora che qualcosa non funziona - la Muraro ha minacciato di tirar fuori un fantomatico dossier da scagliare contro l'azienda.
E giustamente le hanno chiesto conto di questo.
(...)Lei ha parlato di un dossier.
Ho mandato tante mail all’azienda, soprattutto negli ultimi due anni.
Su cosa?
Nell’ottobre 2015 segnalo che da un impianto di Pomezia sono usciti mezzi che pesavano un tot, e pochi chilometri, all’arrivo pesavano il doppio.
Che vuol dire?
Che avveniva una truffa.
Continui.
Il 15 giugno 2015 scrivo: “Torno a sottolinearvi la gravità della situazione negli impianti di Rocca Cencia e Salario”. E chioso: “Non essendo responsabile del comportamento aziendale, mi ritengo sollevata da qualsiasi responsabilità”.
Perché ha tenuto questo materiale nel cassetto?
Avevo un obbligo contrattuale di riservatezza. Ma se la procura mi chiamerà mostrerò tutto. E vorrei essere sentita anche dalla commissione Ecomafie, appena possibile.(...)
Obbligo contrattuale di riservatezza?! NON ESISTE NESSUN ACCORDO PRIVATO CHE POSSA PASSARE SOPRA ALLE LEGGI DELLA REPUBBLICA!
Gli "accordi di non divulgazione" servono a tutelare i privati e le imprese da eventuali soffiate di collaboratori scorretti, e "non può essere considerata violazione dell'accordo di riservatezza il fatto che il lavoratore ancora in forza, o ex-dipendente, denuncino alla stampa e alla autorità giudiziaria fatti veri, penalmente rilevanti oppure che comunque comportino pericoli o conseguenze per la salute e la sicurezza pubblica".
Cara Paola, se il suo "conflitto d'interessi" si poteva facilmente interpretare come "esperienza", questa balla - usata per ricattcoprire comportamenti sbagliati o vera e propria ignoranza - dovrebbe essere un motivo sufficiente per avere le sue dimissioni irrevocabili.
Com'era? O-NE-STÀ, O-NE-STÀ, O-NE-STÀ! |