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16/09/2016
Mi è capitata sotto gli occhi la letterina scritta da Marino Peiretti agli insegnanti del figlio per giustificare (anzi no, il tono non cerca scusanti, comunica solo un dato di fatto) che questo non ha fatto i compiti delle vacanze.
Il tono, dicevo: arrogante, presuntuoso, saccente, l'ennesimo genitore che entra a gamba tesa nelle scelte scolastiche; e che pretende di sapere tutto, lui operaio e musicista, su come i bambini imparano: 'Che ne sapete voi, che siete solo insegnanti'.

A parte questo, ho trovato la lettera di una cialtroneria disarmante, con il padre che usa l'estate per "insegnargli a vivere", mentre "Voi (riferito ai docenti, cui ovviamente viene delegato tutto il resto, senza la minima responsabilità per il figlio/studente, ndr) avete nove mesi per dargli nozioni e cultura".
Un quasi perfetto specchio dei tempi, in cui tutti sanno tutto di qualsiasi argomento, e soprattutto nessuno si assume la responsabilità di niente (lo so che in italiano la doppia negazione è sbagliata, ma - ehi - è così che parla la ggggente!).

Enea Melandri

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