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11/10/2016
E poi arriva Mario Segni, giurista ed ex-democristiano, ad ammonirci: "Se al referendum vince il 'no' torniamo indietro di 30 anni".
Che non è vero niente, se vincesse il NO semplicemente verrebbe respinta la riforma costituzionale e tutto rimarrebbe com'è ora, con la Carta "più bella del mondo" (cit).
Poi un amico - schierato per il Sì - mi fa "allora va tutto bene così?"; no, non va bene, ma non è colpa della Costituzione o delle regole dell'impalcatura democratica, è colpa delle persone, di una politica ridotta ad una tifoseria.

E a chi, come Benigni, dice che se venisse respinto questo scempio "non accadrà più" una simile opportunità!
Che fesseria, rimarrà invariato l'articolo 138 con cui fare le revisioni alla Carta, lo stesso che si è utilizzato in quest'occasione!

Poi nel fine settimana è stata Maria Elena Boschi a spararla grossa: "Riforma riduce burocrazia non democrazia".
No, questa riforma crea un assetto aristocratico ("governo dei migliori") in cui il Senato e le Province vengono scelti da altri eletti (per fare cose del tutto diverse).

Enea Melandri

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