04/11/2016 E' vergognoso che il Ministro Maria Elena Boschi strumentalizzi un dramma come il cancro per fare propaganda politica per il referendum.
"Oggi non c'è lo stesso diritto per ciascun cittadino di qualunque regione di accedere allo stesso tipo di cure per malattie molto gravi come il tumore o i vaccini" ha detto, spiegando poi che "se passa la riforma invece avremo il dovere che ci siano lo stesso tipo di servizi a prescindere dalla regione in cui vivono".
Immediate le critiche - e meno male! - da parte delle opposizioni: Centinaio della Lega Nord risponde spiegando che "dovrebbe già essere così perché le cure del cancro sono previste nei Lea, i livelli essenziali di assistenza che vengono gestiti a livello NAZIONALE. È disumano l'atteggiamento di chi strumentalizza la malattia per il consenso". Sulla stessa linea una nota congiunta dei parlamentari M5S delle commissioni Affari costituzionali, che fa notare sarcasticamente come le parole della ministra di fatto certificano l'inadeguatezza della collega Beatrice Lorenzin, a guida del dicastero della Salute, incapace di garantire un servizio (e l'esercizio di un diritto).
Senza vergogna una figura così apicale delle istituzioni specula sul dolore dei malati, si prostituisce a favor delle telecamere di Unomattina facendo squallida propaganda sul sangue degli italiani, per di più mentendo.