21/11/2016 Questa volta è la moneta l'arma del terrorismo finanziario che il Financial Times usa contro gli italiani a due settimane dal referendum: "se vince il no l'Italia esce dall'euro". BOOOOM.
Non si vota sulla moneta unica, non si vota sul Governo Renzi, non si vota sulla sanità privata o sulle cure per i malati per i malati di cancro (e tante altre assurdità sparate dai due fronti del voto); si vota sulla riforma Boschi, sulla Costituzione su cui dovranno giurare i governi dei prossimi decenni.
Davvero vogliamo che i futuri governi Salvini, Di Maio, Parisi, Orfini o Montezemolo vengano investiti del potere che questa nuova Carta concede loro?
PS: e comunque, ci pensa Giovanni Zanni, Head of economic research per il Sud Europa di Credit Suisse a ridimensionare gli allarmi del FT. "Certo è probabile che ci sarà un ulteriore allargamento, ma non esagerato, del nostro spread (...) Però non sarà una situazione che non si possa gestire (...) il quadro di policy e macroeconomico è diverso rispetto al 2011–12 quando eravamo in piena bufera. Le banche italiane sono più solide, sono state fatte ricapitalizzazioni, gli stress test sono stati superati da tutti gli istituti eccetto uno. La situazione è diversa".
Infine, ricordo che il Financal Times era quello che aveva definito le riforme "un ponte verso il nulla", dicendo che "quello di cui l'Italia ha bisogno NON sono più leggi da approvare più rapidamente ma MENO LEGGI E MIGLIORI. Soprattutto leggi che poi vengano applicate e non bloccate dalla BUROCRAZIA". |