30/12/2016 La sentenza della Corte di Cassazione - di cui ieri sono state depositate le motivazioni - riassume quello che è il nuovo signnificato di lavoro espresso dal Jobs Act.
Dopo che la Corte d'Appello aveva giudicato illegittimo il licenziamento di un dipendente, la Cassazione ribalta il verdetto; è quindi legittimo l'atto teso a portare "un incremento della redditività" per l'azienda. Quindi 'licenziare per aumentare i profitti' si può.
Accennavo al Jobs Act proprio perché la riforma dell'articolo 18 rappresenta proprio questo cambio di paradigma: non si tutela più il LAVORO come valore e il lavoratore, ma si sposta il focus sull'impresa, sui suoi bisogni e necessità.
L'Economia quindi come perno di rotazione della società, e i lavoratori come meri funzionari per il perseguimento dello scopo finale della produzione di ricchezza.
Il problema di tutto questo è l'annullamento del rapporto umano di fiducia e fedeltà che deve legare lavoratori e datori. Se una volta i dipendenti ci tenevamo a svolgere le loro mansioni con serietà e correttezza, ora che i lavoratori sono poco più che merce si perde quell'idea di famiglia e comunità che legava le aziende.
Vi faccio un esempio di quello che intendo: da piccolo, una domenica sono passato con mia madre davanti all'azienda dove lavorava, e il cancello era aperto. Dopo una brusca frenata, ha perso qualche ora a telefonare a colleghi e superiori per sapere CHI fosse dentro.
Era la vigilanza, ma nell'accordo che proprio lei aveva siglato con loro era specificato che dopo essere entrati dovevano richiudere il cancello alle loro spalle. E così, è partita anche la ricerca di una nuova agenzia cui affidare la vigilanza durante i giorni festivi.
Forse sembra una cazzata, ma vorrei trovarlo un lavoratore a tempo o peggio a voucher che sacrifica una domenica pomeriggio per l'azienda per cui lavora. |