06/02/2017 A Monza un bar ha esposto un cartello di divieto d'accesso alle pellicce. E ovviamente subisto scatta l'applauso di animalisti, vegani ed ambientalisti vari.
Ma nonostante io ritenga la "pelliccia" un inutile vezzo modaiolo e snob, non sono d'accordo: troppo facile bollare la questione come "scelte imprenditoriali", "nel mio locale faccio entrare chi voglio io" o altre amenità del genere.
Un bar è un pubblico esercizio, e chiunque sia disposto a pagare il prezzo richiesto deve poter fruire dei servizi offerti, deve poterlo fare. Se vuole fare distinzioni tra i suoi clienti - leggi discriminare - allora deve trasformarsi in un'associazione e potrà selezionarsi gli avventori.
Quel bar è titolare di una licenza emessa dal comune per offrire servizi ai cittadini - e credo anche siano numerate; non può permettersi di tenerla impegnata e fare capricci su chi vuole o non vuole servire. |