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10/02/2017
Forza - mi scrive un lettore - fammi vedere adesso come difendi anche la "libertà d'espressione" del titolista di Libero che ha messo in prima pagina "Patata Bollente" riferito alla sindaca di Roma Virginia Raggi!
Sicuramente non mi trovo in una posizione facile, stavolta. Ma sia chiaro che lo 'scandalo' l'avete creato Voi, continuando ad urlare ed a fargli pubblicità (e comprare copie del giornale).
Quel titolo è volgare, ignobile, ma non sono sicuro sia sessista: qui non si usa il sesso della prima cittadina come critica a sproposito e per una cosa che non riguarda il suo essere donna, ma si parla degli intrecci amorosi che secondo l'assessore Berdini la legherebbero a Salvatore Romeo. Per cui "patata bollente" - che ripeto essere becero e volgare - a commento di una relazione adulterina, non è così fuori tema.
Detto questo, sia chiaro che esprimo la mia solidarietà a Virginia Raggi per le vergognose offese ricevute.

Comunque, il problema è cultuale: siamo affetti da un retaggio mentale storico di oppressione verso il sesso femminile, che ci sentiamo il dovere di parlarne sempre in tono reverenziale.
Se spuntassero pettegolezzi analoghi su Pizzarotti, e Libero titolasse "Sempre in galleria sulla Pianura Padana", quanti esprimerebbero la propria vicinanza al sindaco di Parma?

PS: i grillini possono fare a meno di fare gli offesi "per la dignità della donna", visti tutti gli insulti dello stesso tenore che piovono da parte loro sulla Presidente Laura Boldrini o sull'exMinistro Boschi.

Enea Melandri

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