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27/02/2017
Fabiano Antoniani è morto. Lontano da casa, dal suo paese, accompagnato in Svizzera dal radicale Marco Cappato, cui va - ancora una volta - tutta la mia stima.
E Adinolfi, da bravo sciacallo, si lancia all'attacco. Perché non sono i sostenitori dell'eutanasia legale quelli che ci speculano, ma i cattobigotti integralisti come il leader del PdF a cavalcare la storia per farsi pubblicità.
La storia di Dj Fabo è diversa da quella di Eluana Englaro, e stavolta anche quelli che vorrebbero farci credere di essere liberali (una specie politica che si è estinta in Italia) dovrebbero stare dalla sua parte: Dj Fabo non è stato né ucciso (o "soppresso", come dice sobiamente Adinolfi) né lasciato morire, ma ha attivato - volontariamente, con la bocca - un meccanismo per l'immissione di un farmaco che lo ha condotto alla morte.

Ora per qualche mese si tornerà a parlare di biotestamento, magari anche la politica farà finta di fare qualcosa; poi Papa Francesco dirà qualcosa di ambiguo sulla "vita donata da Dio" e le proposte torneranno a prendere polvere in qualche cassetto.
Dobbiamo vergognarci di non essere abbastanza civili da rispettare le volontà di una persona ed al tempo stesso avere l'arroganza di imporgli una scelta diversa.

Enea Melandri

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