03/03/2017 La sentenza storica della Corte d'Appello di Trento - che ha riconosciuto due uomini come padri di un bimbo avuto mediante gestazione per altri - non è poi così storica.
Le associazioni LGBT hanno festeggiato in rete straparlando di omogenitorialità e diritti finalmente riconosciuti, ma qui non c'entra niente l'orientamento sessuale e la composizione dei genitori.
I giudici hanno stabilito che il bambino, dopo ben 7 anni cresciuto con i due genitori (maschi e gay), avesse con loro sviluppato un forte legame affettivo/sociale, ed ha ritenuto che fosse "nell'interesse del minore" (come dice la legge) far sì che questa situazione venisse formalizzata.
Non ci sono le adozioni gay dietro l'angolo - come strepita qualcuno - o il riconoscimento dell'omogenitorialità. Questa sentenza rompe un tabù, ma lo fa con un caso particolare e con un approccio legale che pone al centro - giustamente - il diritto alla serenità del bambino. |