16/03/2017 Il voto olandese, come quello austriaco della scorsa primavera, dimostra come siano le nuove sinistre quelle capaci di interpretare e dare risposte credibili ad un presente difficile e problematico.
Ha vinto il centrodestra liberale - con una visione economica degna di Margaret Tatcher, ma lontano anni luce dalla nostra idea di "destra": laico, liberale su droga, prostituzione e diritti civili - ma ha spiccato la sinistra verde del GroenLinks, guidata da Jesse Klaver, passata da 4 a 14 seggi.
Un partito ambientalista, liberale, di sinistra, votato all'europeismo, al multiculturalismo e alle politiche sociali. "Rivoglio indietro i miei Paesi Bassi" era lo slogan di Klaver "i valori dei Paesi Bassi sono e sono stati per secoli la libertà, la tolleranza, l'empatia"; ha così ribaltato l'ideale del nazionalismo e ritorto contro i populisti "Sostenete i vostri principi. Siate coerenti, a favore dei rifugiati, dell'Europa". "Ci siamo dimenticati dell'eguaglianza" dice "i ricchi sono oggi troppo ricchi e i poveri troppo poveri".
Polverizzato come a Vienna il partito socialista tradizionale, giudicato ormai troppo moderato e incapace di dare linfa ad una nuova stagione politica. GroenLinks nasce dalla fusione tra gli ideali comunisti, socialisti e radicali, e credo sarebbe il mio partito se fossi olandese.
E' questo il percorso che credo dovrebbe intraprendere anche la sinistra italiana: smettere di battibeccare su pomposi e inattuabili programmi novecenteschi, ma studiando e modellando nuove ricette per una società del terzo millennio. |