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10/04/2017
Proprio non riescono a capacitarsene i grillini che quella cosa (partito, setta, fede religiosa, chiamatelo come volete) a cui appartengono debba seguire delle regole democratiche.
Già a luglio del 2016 i giudici di Napoli ordinarono la riammissione di una ventina di iscritti cacciati l'inverno precedente. Ora si apre il caso Cassimatis: vincitrice delle comunarie per Genova, detronizzata da Grillo, sospesa e poi espulsa dal M5S. Al grido di "Fidatevi di Me".
Ma non è così che funziona: Marika Cassimatis ha fatto ricorso, ed ha vinto. E in rete si è scatenata la protesta, contro i "giudici che decidono le liste elettorali".
La cosa più divertente è leggere esponenti di Forza Italia cogliere subito la palla al balzo ed usare il caso M5S a Genova per tornare ad attaccare le "toghe rosse" come ai tempi d'oro del berlusconismo.

Ed ora si aprono altre spaccature: l'articolo 3 del regolamento del M5S prevede un preavviso di almeno 24 ore per le votazioni sulla scelta dei candidati.
Per le comunarie di Padova e Piacenza si è votato il 29 marzo, per quelle di Palermo il 18 gennaio, tutte senza il prescritto preavviso. Tant'è che Leonardo Forner, candidato perdente nel capoluogo veneto, ha contattato lo staff per chiedere l'annullamento del voto.

E' strano che un movimento che ha sempre preteso il rispetto delle regole, ripetuto "O-NE-STÀ" allo sfinimento, ora non accetti il verdetto dei magistrati. Dovrebbero essere contenti sia stata ristabilita la legge, e invece...

Enea Melandri

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