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11/04/2017
Ecco che i nodi vengono al pettine, perché è facile fare grandi annunci sull'ambiente (per quanto utopistici come il "rifiuti zero") ma è sui temi sociali che bisogna saper dare risposte ai cittadini.

Il Movimento 5 Stelle sta lentamente preparando il suo programma elettorale, e si apre l'importante capitolo dedicato al Lavoro. Parole di una vaghezza sconsolante, rivolte soprattutto ai lavoratori "atipici" ed alle nuove professioni (tra i quali ci sono molti elettori stellati).
Ricordate quando, nel 2013, Grillo sosteneva di come fosse necessario abolire i sindacati? Caso strano, uno dei primi punti del programma lavoro del M5S è proprio quello di riformare le organizzazioni di rappresentanza dei lavoratori. Ma non abolirli, si parla (sempre con l'ambiguità di un promoter finanziario) di "rinnovamento" e di "nuove forme di partecipazione".
E quali sarebbero queste nuove forme? Non è dato saperlo.. o più verosimilmente, non lo sanno neanche loro, l'importante è (dire di voler) cambiare.

Che i sindacati siano da riformare è comunque un'opinione legittima, in parte anche condivisibile, se volete.
Ma la mia impressione è che non si voglia affrontare i veri problemi del mondo del lavoro sollevando un po' di polvere e chiocciando d'altro. E' con questa lotta alle rappresentanze che il M5S intende combattere la disoccupazione, difendere la dignità dei lavoratori e premiare i talenti?
Perché non dicono come intervenire, ad esempio, sul lavoro somministrato, che costringe le persone a rimbalzare da un impiego all'altro? Perché anche tra chi si affida alle agenzie interinali c'è discriminazione: quelli a tempo indeterminato, cui spetta comunque una retribuzione nei periodi tra un incarico e l'altro, e quelli a tempo determinato, senza nessuna sovvenzione temporanea.
O perché non dicono qualcosa sugli ordini professionali che soffocano il mercato? (Un giovane che studia da avvocato NON può svolgere il lavoro senza l'autorizzazione di una commissione di vecchi tromboni suoi concorrenti che gli dicano DOVE lavorare e QUANTO farsi pagare. E vale per avvocati, ma anche per commercialisti, geometri, farmacisti, estetiste, restauratori, giardinieri ..o TASSISTI).

Capito? Il problema è quello di dover andare a toccare gli interessi particolari di qualche categoria (..o casta); tutta gente che poi ha anche il diritto di voto, per cui è meglio teneresela buona.

Enea Melandri

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