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13/06/2017
Forse si sta sgonfiando il fenomeno folkloristico del M5S. Dopo una parabola ascendente, sull'onda della comicità di Grillo, passando per l'anticasta, radicatasi più seriamente nell'ambientalismo locale (ricordate le lotte dei meetup contro gli inceneritori nelle città o la supecazzola del "rifiuti zero"? Tutte cose poi finite sull'altare di Trump che recede dall'accordo di Parigi sul cilma), mi sa che ora sia iniziata la discesa.
Alle elezioni amministrative in genere vincono i nomi, più dei simboli. A Palermo, ad esempio, non ha vinto il centrosinistra, ma ha vinto Leoluca Orlando per la quinta volta.
Stessa cosa a Parma, dove va al ballottaggio Federico Pizzarotti - non il M5S, da cui ormai è fuori dopo aver osato chiedere un po' di democrazia interna - al quale viene riconosciuto il buon lavoro fatto nel quinquiennio appena trascorso. Poveri grillini parmensi, costretti ora a dover scegliere tra il traditore Pizza e l'odiato PD!
Complimenti ed auguri quindi al "rappresentante civico" Pizzarotti; stessa stretta di mano virtuale a Marco Fabbri, sindaco di Comacchio, eletto coi 5 stelle, cacciato dal Movimento, e ricandidatosi con una lista civica. Riconfermato il primo cittadino grillino (e non cacciato!) di Sarego (VI).
Forse Grillo ed il M5S hanno dato la parola e montato la testa a tanti signor nessuno (Di Maio, Toninelli), ma sono anche riusciti a formare e far emergere delle menti valide, il cui merito viene riconosciuto dalla gente, al di là dei simboli di partito.

Ad impensierirmi di questa tornata é stato però un altro episodio, cioé l'ingresso nel Consiglio comunale di Sermide e Felonica (Mantova) di Fiamma Negrini, candidata con i Fasci Italiani del Lavoro, che ha ottenuto il 10,41%.
Prima di chiedermi come ha potuto il Ministero dell'Interno autorizzare la candidatura di questa lista (è dal 2002 che i FIL sono sulle schede!), mi domando come possono ben 334 persone aver deciso di votare per una lista denominata in quel modo.

Arrivate a margine anche alcune dichiarazioni degne di nota.
Premio del ridicolo a Mario Adinolfi, che commentando i risultati del Popolo della Famiglia si autoproclama "quarto polo", dall'alto di una media gonfiata del 3% (gonfiata perché somma i risultati di coalizione e non quelli di lista - ad esempio ad Alessandria, dove il PdF ha preso lo 0,84% ma Marione vaneggia di un 7,03%, che è la somma di tre civiche).
Poi resuscita Berlusconi, e anche lui straparla di successi per il progetto "liberale" di un centrodestra a guida Forza Italia. Ripeto ancora che FI e il suo leader non hanno NIENTE di liberale, la politica di Berlusconi è sempre stata statalista ed accentratrice.
Infine arriva il Ministro Martina, che gongola e celebra un PD come unico vero argine alla destra estremista di Salvini. Praticamente ammette che siccome le politiche di destra le fanno loro, si pongono come alternativa alla Lega Nord. Complimenti.

Enea Melandri

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