11/07/2017 Ricordate la dichiarazione di guerra proclamata da Virginia Raggi a novembre del 2016 contro le sale slot?
Tanto rumore per nulla: il 9 giugno è stato stilato il regolamento, che però non tocca minimamente le 294 sale slot già presenti nella capitale.
O meglio, per loro si rimanda la definizione di vincoli ad un "provvedimento futuro"; sul blog la Raggi diceva chiaramente quale sarebbe stato l'orario di esercizio: "sarà possibile l’utilizzo degli apparecchi automatici di intrattenimento con vincite in denaro, le cosiddette new slot e Videolottery, dalle 10 alle 14 e dalle 18 alle 22 mentre nei giorni festivi non sarà consentito".
Ovviamente non farà niente di tutto questo: da una parte la paura di essere trascinata in tribunale, dall'altra l'ennesima lobby da ingraziarsi; perché c'è anche la questione dei mutandari, che sono riusciti ad ammorbidire il già debole regolamento sul commercio ambulante presentato dal consigliere Andrea Coia.
Anche le battaglie per l'acqua pubblica sono cose passate, la distruzione di Roma passa dalla rimozione delle fontanelle pubbliche (un favore ai commercianti, ovviamente) e la probabile installazione di nuovi distributori d'acqua a pagamento.
Chissà se Virginia Raggi ricorda la sua reazione quando lei era all'opposizione e una cosa del genere la propose la giunta Marino, come che era lei a volere le gare per il trasporto pubblico di Anac, ma ora che é lei a decidere non se ne parla neanche più, e c'è un ricco paniere di voti da tenersi buono. |