06/09/2017 Non è una semplice "rievocazione storica". Per il 28 ottobre Forza Nuova chiama a raccolta i suoi militanti per una "marcia dei patrioti", a Roma, 95 anni dopo quella dei fascisti, che segnò l'inizio del ventennio.
Mi ritengo una persona di spirito politico abbastanza liberale, ma non è tollerabile una cosa del genere.
Anche considerando i dubbi espressi dalla Corte Costituzionale in merito alle leggi: nella Carta è inserita la XII disposizione transitoria e finale (anche se molti giuristi ci tengono a precisare che non si tratta di qualcosa di transitorio, nonostante la sezione) che recita "È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista".
A volte, quando i supremi giudici sono stati chiamati a pronunciarsi sulla compatibilità tra il dettato costituzionale ed i partiti di estrema destra, hanno pavidamente interpretato che divieto riguarda "solo" la ricostruzione dello specifico PARTITO NAZIONALE FASCISTA e non, magari, dei "fascisti del terzo millennio" (come si autodefinisce Casa Pound).
In attuazione delle parole della Carta, c'è poi la legge Mancino, che all'articolo 4 specifica che è punito "chi pubblicamente esalta esponenti, principi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche".
Ecco: rifare (anche se in una cornice democratica e pacifica) la Marcia su Roma del PNF, non è inquadrabile come un'esaltazione dei principi, dei fatti e dei metodi fascisti?
Se quindi non è violata (come timidamente la interpretano) la XII Disposizione Transitoria e Finale della Carta, credo sia lecito affermare che viene infranta la Legge Mancino.
In uno stato democratico che tutela la libera espressione ed organizzazione politica é diritto di tutti essere di destra, di estrema destra, conservatori o anche antisistema, ma ricalcare il percorso che ha portato al sovvertimento della democrazia e alla cancellazione dei principi civili umani, è troppo. |