13/09/2017 Non sono sicuro mi piaccia la logica assunta dalla Corte di giustizia europea in merito agli OGM. Comunque, questa per il momento non cambierà nulla nelle legislazioni nazionali.
I giudici hanno bacchettato le istituzioni, quelle degli stati membri e la Commissione UE, in quanto non possono vietare le coltivazioni geneticamente modificate già autorizzate in Europa.
Il caso nasce nel 2013, quando con un decreto interministeriale si vietò nel nostro paese la semina di piante OGM, ed un contadino fece ricorso; la Corte, quindi, riconosce le ragioni del coltivatore.
Sennonché, e qui il motivo per cui la sentenza non dovrebbe cambiare nulla, é stata approvata una direttiva nel 2015 con la quale si riconosceva la possibilità ai singoli paesi di vietare le colture, e l'Italia (assieme ad altri 16 stati membri, per cui nessuno dica "siamo gli unici che", ndr) decise di usufruirne.
La logica, a quanto ho capito, é che per opporsi alla semina di un prodotto "si deve dimostrare che fa male". E questa temo somigli molto a quella vigente negli USA, dove "tutto è permesso" fino a quando non viene dimostrato che una specifica pratica è nociva.
L'onere della prova, chiamiamiolo così, dovrebbe ricadere sul produttore, che "deve dimostrare che NON fa male".
Non sono aprioristicamente contro gli OGM, tant'è che ci sono studi importanti a sostenere che non facciano male; e comunque è da una vita che ce ne nutriamo già, con la pasta o le patate dolci. E' proprio questo cambio di logica, a spaventarmi. |