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15/09/2017
Anche se erano "altri tempi" e "si cresceva più in fretta", non credo che una ragazzina di 13 anni possa essere bollata come "fascista".
A Noli - provincia di Savona - si ricorda Giuseppina Ghersi, che fu barbaramente violentata ed uccisa da un gruppo di partigiani. E si è deciso di mettere una targa in memoria della giovane. E l'Anpi locale si oppone, sostenendo che Giuseppina, appunto, "era fascista".
Ora, non so quanto questo specifico fatto sia significativo e sentito nella storia del paese, ma le violenze e le uccisioni sono state molteplici, in quel periodo (infatti l'associazione ha risposto alla targa esponendo le foto di decine di partigiani morti giovanissimi).
Inoltre, non credo che l'episodio sia strettamente inquadrabile come lo scontro tra fascisti e partigiani: la violenza è stata perpetrata da uomini nei confronti di una bambina.
Uomini che non sono divinità perché partigiani, ma con errori, macchie e colpe come ogni altro. Credo sia del tutto insignificante specificare che si trattasse di partigiani (erano uomini violenti, sadici, forse ignoranti, prima che combattenti antifascisti), così come trovo ridicola la giustificazione dell'Anpi per non apporre la targa.

Enea Melandri

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