26/02/2018 Finalmente viene rivelato il primo nome di un'ipotetica squadra di Governo del M5S. Dopo i tanti NO ricevuti, ad esempio da Pierluigi Ciocca (ex Bankitalia), dall'ambasciatrice Laura Mirachian e dall'ex rettore della Bocconi, Guido Tabellini.
Sergio Costa, generale di Brigata dell'Arma dei Carabinieri, in prima linea della lotta all'inquinamento nella terra dei fuochi.
Solo che, al momento dell'annuncio, Costa risulta ancora in servizio. Si tratta di "un fatto assai grave che un generale dei Carabinieri, istituzione a garanzia di tutti i cittadini, prima del voto, con una esplicita dichiarazione, per pura propaganda elettorale, contro ogni regola e galateo istituzionale", ha commentato Vittorio Sgarbi. Correttezza vorrebbe che un esponente delle forze dell'ordine si prendesse un'aspettativa o si sospendesse, prima di tuffarsi in una campagna elettorale, per non offuscare il ruolo istituzionale con la politica.
Vogliamo comunque ricordare le epiche gesta del generale Costa? Cominciano nel 2013, a Caivano, col sequestro di 13 pozzi e 15 fondi agricoli, per sospetta contaminazione con sostanze altamente tossiche; il provvedimento di sequestro preventivo d'urgenza, su un totale di 43 ettari, venne eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria del Corpo Forestale del comando provinciale di Napoli.
L'economia agricola della zona subì un duro colpo, sotto la scure di tante prime pagine che parlavano di una "Chernobyl campana" o di "ortaggi al cloroformio" per una colorazione insolitamente gialla.
Le perizie terminarono a novembre 2016, disponendo il dissequestro in via definitiva dei suoli agricoli di Caivano: i tribunali erano giunti alla conclusione che gli elementi chimici presenti nei suoli agricoli e nelle acque dei pozzi irrigui sono parte del "fondo naturale". Cioé sono tipici degli ambienti vulcanici, "ed anzi rappresentano un aspetto della particolare fertilità di questi ecosistemi agricoli".
Quindi fiumi di denaro pubblico sprecato nei tribunali per qualche cavolfiore giallo, un settore agricolo e tanti produttori abbandonati. Questo è Sergio Costa. |