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17/05/2018
"Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato" è molto chiaro.
Chi è eletto risponde ai cittadini, non al suo partito. Un ministro della Repubblica, un presidente del Consiglio, deve fare gli interessi della Repubblica Italiana e, quindi, dimettersi dalle cariche di partito
.

Sapete chi è che parla qui? Nientepopodimenoché Beppe Grillo, correva l'anno 2010; poi il M5S è sbarcato in Parlamento, ha cominciato a perdere pezzi, e così ha cambiato idea (cosa comunque abbastanza frequente per lui, no?).
Adesso l'introduzione del vincolo di mandato entra di prepotenza nel capitolo riguardante le modifiche alla Costituzione del contratto di Governo per l'accordo tra grillini e Lega.
E come esempio citano l'articolo 160 della Costituzione Portoghese. Che ovviamente, manco avranno letto: in esso viene "solo" prescritta la decadenza dal Parlamento per coloro che cambiano gruppo rispetto a quello con cui sono stati eletti.
Nulla si dice riguardo alle votazioni in aula. Anzi, l'articolo 155 della STESSA costituzione portoghese recita che "i Deputati esercitano libe­ramente il proprio mandato".
Lorenzo Andraghetti (ex assistente parlamentare a 5 Stelle e ricercatore in Scienze politiche proprio all’Università “Nova” di Lisbona) spiega che la Costituzione del Portogallo consente ai parlamentari le stesse libertà di azione e di voto dei colleghi italiani, come quella di votare contro il proprio Partito o addirittura uscire dalla maggioranza, diventare "indipendente" e mantenere il mandato.
Quindi il vincolo proposto da Salvini e Di Maio non è applicato in nessun paese europeo od occidentale (forse a Panama, in Bangladesh o in India, gli unici paesi con una forma di mandato imperativo).

Enea Melandri

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