18/10/2018 Stiamo crescendo una generazione di potenziali terroristi.
A Lodi, la sindaca leghista impone ai genitori di origine straniera un'introvabile documentazione supplementare oltre all'ISEE, per poter accedere alle riduzioni del contributo economico per il bus e la mensa scolastica dei figli.
a Padova, invece, si escludono gli studenti provenienti da famiglie immigrate dal "bonus libri", e molti ragazzi rischiano di restare senza i testi scolastici.
A Monfalcone, la sindaca leghista ha imposto un tetto del 45% di alunni "non italofoni" nelle classi della scuola dell'infanzia (non obbligatoria). Sono rimasti così in lista d’attesa, senza possibilità di iscriversi altrove per problemi pratici, 76 bambini di origine bangladese.
A Riace, il Ministero dell'Interno ha deciso la chiusura del sistema SPRAR: i molti bambini, quindi, dovranno o trasferirsi altrove o rinunciare all'assistenza dello Stato.
Queste famiglie, questi giovani, emarginati e privati dei più elementari strumenti d'integrazione, coveranno un comprensibile risentimento verso una società da cui non si sono sentiti accolti, e che ha impedito loro di crescere e maturare appieno i valori fondanti della democrazia e dell'occidente.
"Potenziali terroristi" è un'espressione forte, ma indebolire le nostre politiche d'integrazione, le nostre pratiche culturali di tolleranza e apertura, ci porterà a plasmare una generazione di persone lontane dai modelli occidentali, che si sentono sgradite, malviste e diverse, terreno fertile per le attività criminali o l'estremismo. |