08/11/2018 Anche in Italia ci sono tanti estimatori del voto elettronico. E spesso sono persone che non hanno la più pallida idea di come funzionino le tecnologie che permettano di regolare queste cose.
Sono tante le variabili da considerare per bilanciare praticità, sicurezza e correttezza: la verbalizzazione dei timestamp, il decentramento degli scrutini (se viene fatto seggio per seggio, è più complesso interferire sull'esito, mentre se il voto va "su internet" tutto insieme è un attimo manometterlo).
Già negli USA esistono diversi livelli di digitalizzazione tra i diversi stati, dai touch screen fino alle stampanti che rilasciano un talloncino attestante l'espressione del voto.
Ma le cose potrebbero cambiare in fretta: è stato presentato al Congresso il Secure Election Act, un provvedimento che reintrodurrebbe l'obbligo di una comprova cartacea del voto espresso.
Interessante poi è il caso della Germania, dove la Corte Costituzionale ha espressamente vietato il voto elettronico in quanto, con esso, il controllo sul processo di voto/scrutino non è accessibile ad ogni cittadino, ma solo da quelli formati e preparati in informatica. Un principio "popolare", quindi, che deve garantire a TUTTI la possibilità di capire ed interpretare il risultato del voto.
Personalmente, sono anch'io contrario al voto elettronico 'totale' (trovo valide idee intermedie come la stampa-talloncini citata prima, che metterebbe al riparo anche dalla pratica del voto di scambio - anche se potrebbe inficiarme la segretezza in caso di malfunzionamenti) e mi auguro che le idee esotiche come il voto 'su Rousseau' non trovino mai applicazione. |