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24/07/2019
Anche Grillo che dice che "non è più il mio Movimento" fa parte della sceneggiata, figuriamoci.
Il Presidente del Consiglio Conte ci ha informato che l'opera ormai non si può più fermare (ma va?!), per cui la TAV si farà. E vaffanculo (con i grillini al governo mi sembra l'epiteto giusto) a tutti gli italiani ed ai valsusini che hanno sostenuto il M5S per le posizioni NOTAV, NOTAP, NO ILVA (giusto per ricordare alcune promesse totalmente disattese).
I militanti chiedono le dimissioni immediate dall'esecutivo dei grillini; i vertici alzano le mani e vogliono dare (di nuovo!) la parola al "parlamento sovrano" (dove i sì al progetto, tra maggioranza e opposizione, sono di più) per potersi lavare la coscienza con un "ci abbiamo provato".

E qui c'è un altro appunto da fare: Lega e PD sono a favore della TAV, e potrebbero arginare i voti contrari del M5S; se i parlamentari PD ragionassero per tifoserie come ormai fa la gran parte dei cittadini, dovrebbero astenersi o votare contro solo per mettere in difficoltà del governo. Ma siccome penso che siano più corretti, istituzionali, e che abbiano più a cuore l'Italia dell'attuale maggioranza - seppur nella legittima differenza di pensiero - continueranno a sostenere la bontà del progetto, contribuendo a migliorare il paese.
Ed è lo stesso motivo per cui non sono aprioristicamente contrario ad una maggioranza PD-M5S: lo scopo delle alleanze parlamentari è amministrare bene nell'interesse della cittadinanza, ed isolare i latrati razzisti ed autoritari della Lega sarebbe SICURAMENTE un fattore positivo per gli italiani.
Con questo ragionamento posso arrivare a capire e giustificare le uscite dell'Onorevole Franceschini (anche se continuo a chiedermi quali possano essere i "valori comuni").

PS: sia chiaro che continuo a considerare il M5S una "cosa" di destra; o meglio, una cosa fondata su degli slogan faciloni e paraculi per raccattare un po' di gonzi di qua e di là (tipo la pastura per attirare i pesci) e POMPARE VOTI ALLA DESTRA (basta guardare gli
spostamenti dei voti avvenuti dalle elezioni 2018 a quelle 2019).
Gianroberto Casaleggio fu tra i primi teorici della Lega Nord ("seduti al tavolo di un bar", come ricorda Marco Canestrari - mi pare), e non mi è difficile credere sia una strategia studiata a tavolino.

Enea Melandri

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