12/04/2021 Dopo che, durante la primavera scorsa, perfino le teocrazie musulmane avevano chiuso i luoghi di culto per evitare il diffondersi del contagio del coronavirus (mentre da noi si facevano le crociate per far ripartire le messe), ho capito che forse anche le comunità islamiche hanno qualcosa da insegnarci in tema di laicità.
Domani comincia il Ramadan, e il ministero degli Affari religiosi tunisino ha affermato in una nota che le moschee rimarranno aperte, incluso le preghiere del venerdì, eccetto che dalle 22 alle 5 del mattino per rispettare il coprifuoco.
Però, si invitano comunque i fedeli, specie quelli più anziani, a pregare in casa e a rispettare le misure di protezione preventiva e personale.
Quando a fine ottobre ho proposto ai miei compagni della dirigenza ravennate del PRC di scrivere un comunicato per chiedere ai sindaci la chiusura dei cimiteri per gli immancabili assembramenti del 2 novembre, fui tacciato da qualcuno di volerci "giocare il nostro elettorato".
Non posso pensare che in materia di laicità, in un momento così delicato come un'emergenza sanitaria, il nostro "primato di sviluppo occidentale" debba idealmente inchinarsi alle autorità religiose musulmane. |